Uno, due, tre, alzati, cazzo. 

La tavoletta in legno del cesso è calda, i ricordi di Facebook particolarmente interessanti, ero lì con un gruppetto di persone insignificanti, al momento dello scatto ho finto il sorriso più vero che potessi fare. 

Ed eccomi li. Qualche kg in meno, meno conoscenza del mondo. 

Uno schiaffo in faccia me lo ha dato lo specchio, stamattina. Mi sono guardata ed è come se il mio corpo avesse fatto dieci passi indietro. 

È sempre un buon allenamento vedersi di riflesso, aiuta riflettere su te stesso. 

Così la prima di grandi illuminazioni. 

Sono una persona cattiva. Ma non cattiva al punto da fare massacri, no di certo, sono cattiva nel modo sbagliato per sopravvivere in questo mondo.

È una cattiveria buona, un suplus di egoismo, narcisismo, egocentrismo.

Faccio del bene per stare bene. Raramente me ne frega qualcosa degli altri ma pretendo che loro, gli altri, siano genuini e compassionevoli, vorrei essere su un set e avere i riflettori puntati, e se per caso, gli altri, si distraggono... Beh, siete delle merde e non contate un cazzo, perchè attenzione attenzione! Io, sono la buona. Io, e il mondo fa schifo. 




Ho della bruttezza dentro. Molta. Ma non è colpa mia, sul serio.

Sono responsabile di un sacco di orribili cose, ho sabotato persone, vite, situazioni. Le situazioni più belle della mia vita le ho create io, a tavolino. Mai nulla di inaspettato, mai una sorpresa. 

Mi sto lavando i denti e il dentifricio brucia, mi lacrimano gli occhi e penso a chi cazzo lo ha potuto comprare, a come  la vita sia  di per se abbastanza dolorosa e io debba provare dolore pure nel lavarmi i denti, stringo gli occhi e respiro affannosamente dal naso, sputo quella merda e finalmente, l’acqua.

L’acqua. Fonte di vita primaria, la base della materia. Siamo, acqua.

Ma l’acqua non è certo tutta limpida, cristallina, che si scioglie dal ghiacciaio e scende a valle, percorrendo i fiumiciattoli e attraversando campi rigogliosi e verdi.

Mi sono dimenticata di tirare lo sciacquone. Poltiglia di piscio scuro e carta igienica, questa roba finisce nel mare.

Sono il mare, tutti amano il mare prima di pensare che caghiamo e finisce tutto lì. 

Siamo tutti un po’ mare anche se pensiamo di essere acqua di montagna, si quella gocciolina che si stacca dal pezzo di ghiaccio, quella che riflette la luce del sole.



-C.C. 

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