ANTHEA di Rebecca Mazzarella

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Alla domanda di Tregua Libresca: “Chi è Rebecca?”
Rebecca risponde: “Sono tante cose contrapposte fra loro e concentrate in un metro e sessanta di altezza. Mi è difficile definire me stessa e sinceramente non mi è mai piaciuto. Trovo riduttivo tracciare dei confini e tutte le volte che lo faccio mi sento sempre troppo stretta e comincio a ribellarmi. Però chi mi conosce bene dice di me che oltre a essere lunatica, sono molto fantasiosa e tenace. Mi piace l’idea di essere vista come una persona che lavora a testa bassa e fa di tutto per raggiungere uno scopo. 

Credo molto nella filosofia “credici e ce la farai”, la mia famiglia oltre ad avermi trasmesso il valore dell’unione fa la forza, mi ha insegnato a pensare sempre positivo anche se spesso il mondo esterno fa di tutto per ostacolarti. Inoltre, da quando ho tagliato i ponti con le persone negative e ho cominciato a pensare a cosa mi fa davvero bene devo dire che la mia vita ha preso una sfumatura diversa e pian piano ho imparato ad apprezzarla ogni giorno di più… Ho cominciato ad essere più consapevole e a rendermi conto che le persone che fanno parte della mia vita ora contribuiscono a renderla preziosa e luminosa, soprattutto in quei giorni in cui l’ansia prende il sopravvento.”

Rebecca Mazzarella è una ragazza semplice, anonima a suo dire, ma considera la sua fantasia sempre in fermento. Abita in una piccola ma bellissima cittadina che si chiama Mirano, a venti chilometri da Venezia, dove lavora e vive insieme alla sua famiglia.
Cura un sito web: www.lunaticamente.com, con lo scopo di tenere traccia delle sue letture, di qualche articolo e di alcune frasi che la colpiscono.

TL: “La scrittura che ruolo ha nella tua vita?”
Rebecca: “Ha un ruolo quotidiano. Scrivo ogni giorno, a qualsiasi ora del giorno/notte. Al museo come al mare, a lavoro come in chiesa. A computer o a mano.  Ovunque. 

Ogni dettaglio, ogni parola, persona, situazione può scatenare un’immagine da inserire in una storia. Una giornata di nebbia o una fessura sul tronco di un albero, un quadro… A volte “le voci” nella mia testa sono così rumorose che devo per forza metterle nero su bianco. Quindi si, direi che la scrittura ha un ruolo piuttosto invadente nella mia vita, ma invadente come accezione positiva. E’ qualcosa di naturale. D a quando ho imparato a scrivere ho iniziato a tenere dei diari segreti, scrivevo un sacco di lettere e poesie e qualche storiella qua e la. Mio papà dice che ho preso dal nonno: anche lui amava scrivere lettere e aveva scritto un libro sulla sua terrificante esperienza di vivere e attraversare a fatica una guerra mondiale, costretto a stare lontano dalla sua famiglia. Purtroppo non ho avuto la possibilità di conoscerlo ma mi piace pensare che in qualche modo mi abbia trasmesso questa passione.”

ANTHEA
Loto è un’adolescente come molte altre alle prese con problemi tipici della sua età. Nata e cresciuta in una piccola città nello Stato di Washington circondata da boschi, Loto un giorno viene morsa da un serpente. Soccorsa dal nonno Sgurfio, la ragazza viene a conoscenza della sua vera identità. La sua famiglia infatti è composta da esseri magici e lei ben presto scoprirà di essere una ninfa. Condotta dalla zia Flora ad Anthea, il luogo magico in cui le ninfe vivono, Loto verrà a conoscenza dei sui poteri e dei segreti che circondano questo luogo fatato. Una terribile minaccia grava su Anthea e Loto dovrà prepararsi ad affrontare una durissima battaglia per difendere questo posto magico da cui dipendono le sorti del mondo.

TL: “Quanto ti immedesimi con Anthea? Troviamo interessante la tua scelta: crei un mondo nuovo, ma non sopprimi il nostro. Crei un alternativa, un parallelo. Da cosa nasce questa tua scelta?”
Rebecca: “Bella la frase “crei un mondo nuovo ma non sopprimi il nostro” e in effetti è proprio così. Credo che la magia e la vita siano come due metà che camminano mano nella mano, parallelamente. So che sembra banale da dire ma se non riesco a vedere la magia dietro una cosa che a prima vista sembra banale, ordinaria, allora vuol dire che qualcosa non va. Per me la magia è radicata nella vita reale e una non può esistere senza l’altra, sarebbe come stare seduti davanti ad un bellissimo panorama in bianco e nero, piatto. Quanto mi immedesimo in Anthea è difficile da dire… A volte mi verrebbe da dire “tantissimo” per quanto riguarda i personaggi perché fanno tutti parte di me, portano in luce uno o più lati, altri anche solo un dettaglio piccolissimo o dei difetti che ritrovo in me stessa. La famiglia che resta unita nonostante le difficoltà, Loto che da bambina diventa una guerriera e mette a repentaglio la sua vita per coloro che ama, la ricerca di amicizie solide e  leali, la magia nella vita di tutti i giorni… Poi c’è il lato oscuro: Mr.Ego che distrugge e demolisce tutto ciò che di bello esiste al mondo, un po’ come il mio lato più impetuoso che tende a travolgere e a spazzare via ogni cosa senza controllo. Altre volte però vedo Anthea come qualcosa di estraneo, come se una volta scritto non mi appartenesse più. Una volta finito è stato come risolvere una parte di me che andava portata alla luce, una strada percorsa che mi lascio alle spalle ma che riguardo sempre con grande affetto.

Banner Rebecca Mazzarella

Il self publishing o l’auto-edizione è la rivoluzione che fa editore ognuno di noi: ogni autore può pubblicare la propria opera in modo autonomo, senza doversi sottomettere alla macchina tradizionale dell’editoria. Questo avviene soprattutto grazie alle nuove tecnologie, dove lo scrittore si impagina il libro, lo trasforma in e-book e lo commercializza sui portale dedicati, tuffandosi letteralmente nel mondo e tentando la fortuna.
Questa incertezza spinge questa cerchia di fondatori della nuova editoria a riunirsi in movimenti con lo scopo di interagire fra di loro per aiutarsi tramite scambio di opinioni, per promuovere questa forma di pubblicazione nuova e per aiutare i neofiti a intraprendere il percorso; il tutto in un clima di progresso, rispetto e professionalità.
La crescita del fenomeno dell’auto-edizione è accompagnato da uno sviluppo delle società di servizi.
Gli editori perdono così il monopolio della pubblicazione ed è posto un limite al cosiddetto vanity publishing, ovvero la tendenza degli editori a chiedere somme esorbitanti per la pubblicazione di un’opera.

TL: “Rebecca, come vivi l’esperienza del self-publishing?”
Rebecca: “Prima di decidere di pubblicare Anthea ci ho messo parecchio tempo e non è stata una decisione facile, se non fosse stato per la mia famiglia che mi ha spinto a prendere coraggio ora forse sarei ancora li a pensarci. 

Mi chiedevo se ero disposta ad espormi così tanto, se ero pronta a ricevere critiche negative e a vedere che non veniva venduta neanche una copia… E’ stato come buttarsi nel vuoto e forse sono stata fortunata perché le critiche ricevute fin’ora sono state costruttive, nessuna voleva demolire il mio lavoro per il puro gusto di farlo (come capita spessissimo) ma mi hanno aperto gli occhi su alcuni punti e spronato a riflettere. Diciamo che il Self-Publishing in generale non è facile, oltre a scrivere devi essere tante altre figure professionali se vuoi che il tuo libro venga conosciuto e letto. 
Spesso mi sento come una piccola goccia in un oceano in burrasca, sempre in movimento e che si rinnova troppo velocemente, fa quasi girare la testa ma a quel punto faccio un ampio respiro e lascio che Anthea segua il suo corso e torno a scrivere per il puro gusto di farlo… Alla fine è quella la cosa importante no?”

Per acquistare il romanzo di Rebecca, cliccate qui.

Distinti saluti,
Tregua Libresca

2 pensieri su “ANTHEA di Rebecca Mazzarella

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