L’ARCOBALENO E LA FARFALLA di Monica Talea

“Ci sentiamo tutti così liberi quando ci dedichiamo a ciò che amiamo sul serio.”
Monica Talea

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Monica Cucurnia, Monica Tale in arte, è una scrittrice, giornalista e ufficio stampa.
Ha pubblicato con la casa editrice 13Lab: Seconda Chance a New York – diventato un Amazon Best Seller Romance – Your Passion e The Way.
Con la casa editrice Aliberti Compagnia Editoriale pubblica Dottore, non mi innamoro.
Attualmente Monica è un’autrice indipendente e ha pubblicato su Amazon e Kobo, Le note dell’anima, L’arcobaleno e la farfalla e Letto numero sedici, una piccola storia autobiografica.
Monica è laureata in Lettere Classiche all’Università degli studi di Pisa, percorso che l’ha resa paziente e determinata. Il lavoro, invece, le ha insegnato la versatilità necessaria per cogliere il quadro d’insieme di ogni cosa.
Come missione di vita, nel suo blog si ripromette di spargere ottimismo a piene mani, come fosse una polvere magica, qui.
La sua indomabile immaginazione non ha limiti, infatti scrive anche favole per bambini.
Monica è presente su tutti canali social: su facebook qui, su Twitter qui e su Instagram qui.

Alla domanda: “Se dovessi dare un consiglio a una persona più piccina di te, cosa le diresti? Nel contesto contemporaneo, nel quadro di crisi lavorativa e dei valori, cosa consiglieresti? Proprio grazie al tuo esempio, di persona determinata che ha successo e soddisfazione nella sua vita.
Monica risponde: ” Il lavoro, oggi, è una delle questioni più spinose e delicate. Scegliere la professione solo sulla base della propria passione, può essere estremamente rischioso ed azzardato. Occorre comprendere cosa il mercato richiede e cercare di assecondare il trend. Nel quadro di crisi diffusa, molte professioni stanno attraversando, infatti, un pesante ripiegamento che si protrae ormai da anni. La cultura, però, le opere dell’ingegno – soprattutto quelle letterarie ed artistiche – fioriscono come non mai in questi momenti critici e di stagnazione. Le difficoltà portano l’artista a creare e a costruire vie di fuga. Anch’io, nel mio piccolo, mi comporto in questo modo.

L’arcobaleno e la farfalla racconta la storia di Elisa, una donna felice. Gestisce a Milano una casa editrice, ereditata dalla madre e ha una vita piena, appagante: un marito che ama, un bambino che adora e benessere economico. Un giorno, tutto cambia. Una grande tragedia sembra annullare un futuro che era davanti a lei, già scritto. Come una pagina bianca, Elisa si vedere costretta a scrivere un nuovo avvenire. La vita non smette di sfidarla. Sarà la professione ad aprirle nuovi orizzonti. Un romanzo che tocca più vite, come a presentarci un corollario di esperienze, intrecciate tra loro, che ha un sapore ricco di realtà e speranza.
Una storia forte e intensa come la vita, lieve e delicata come il battito di ali di una farfalla.”

Alla domanda: “Quanto di te, è presente nel romanzo? Quanto di te possiamo trovare nei personaggi che racconti?” 
Monica risponde: “Io sono molto Elisa. Lei editrice, io autrice. L’editoria è il settore che più mi affascina in assoluto insieme al mondo del cinema, presente in altri miei libri che spero avrete voglia di leggere: Seconda Chance a New York e Le Note dell’Anima. Mi reputo una donna con istinto materno ed Elisa ha molto di me e della mia sensibilità. Una blogger che ha recensito di recente L’Arcobaleno e la Farfalla ha giustamente sottolineato che ne consiglia la lettura a persone intorno ai quarant’anni, soprattutto se hanno bisogno di un sostegno morale per uscire da un momento difficile. Lo trovo assolutamente giusto. E io sono, appunto, una quarantenne che ha un proprio bagaglio di esperienze di vita alle spalle. Gli anni arricchiscono molto le prospettive di un autore. C’é tanto di me anche in Ada. Sono sicura che parecchi lettori la ameranno. Così come Davide.”

Ora faccio una domanda a voi: “Quanto è importante rincorrere i proprio sogni, le ambizioni che uno si ripropone di avverare da giovane?”
Da piccoli siamo un’esplosione di energie: tutti astronauti o ballerine o qualsivoglia mestiere di prestigio. In seguito, si cresce e bisogna impattare con la realtà che circonda ognuno di noi, in modi diversi. Chi studia e lavora. Chi lavora e non può studiare. Chi studia soltanto e viene sminuito come un privilegiato scansafatiche. Chi si fa strada coi denti, chi non è capace di imporre sé stesso. E altri esempi a gogo. Chi deve sacrificarsi per cause personali che lo colgono forte tutti i giorni della sua esistenza. Chi non sopporta la vita e chi non sopporta la morte.
La nostra crisi ha svariate origini e conseguenze. Siamo venduti al soldo e ci inginocchiamo a lui senza vergogna. Sacrifichiamo noi stessi per un sistema di congetture sociali a cui non possiamo sottrarci: studio, lavoro, casa, famiglia. Un percorso ben scritto, con tappe precise; al di là di queste tappe, segnate con precisione, un senso di demoralizzazione immenso ci prende e cerchiamo di reprimere, abituandoci alla quotidianità. Un senso del dovere nei confronti di una vita, già enunciata, è una caratteristiche comune in molti di noi.
E i nostri sogni? Le nostre ambizioni? Erano solo sogni infantili, con gli anni li abbiamo sminuiti, per darci modo di disprezzarli. O forse erano la risposta alla grande domanda: “Come posso essere felice in questa vita?”.
Nemmeno noi di TL sappiamo rispondere e ci poniamo le stesse domande ogni giorno, e i personaggi del romanzo di Monica ci instillano questo grande dilemma nell’anima.
Quanto coraggio ci vuole per essere felici? Quanto coraggio ci vuole per decidere di ascoltare noi stessi, le nostre vere inclinazioni? Non è forse l’insoddisfazione a renderci infelici? Questa maledetta che ci rende incapaci di gioire della vita, la più alta forma di magia.

Alla domanda: “Quanto è importante rincorrere i proprio sogni, le ambizioni che uno si ripropone di avverare da giovane? E quanto è importante questo nei personaggi di L’arcobaleno e la farfalla?”
Monica risponde: “La vita ci porta spesso a inseguire la concretezza, ma quanto di noi perdiamo facendo certe scelte? Siamo la passione che ci anima; quella resta la parte più genuina di noi, che ha più da comunicare agli altri. Ecco perché Davide rinasce quando abbandona la sua professione in banca per dedicarsi al teatro. Ecco perché ci sentiamo tutti così liberi quando ci dedichiamo a ciò che amiamo sul serio.

Distinti saluti,
Tregua Libresca

4 pensieri su “L’ARCOBALENO E LA FARFALLA di Monica Talea

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