IL RAGNO D’ORO di Sara Scaranna

 

copertina_scarannaSara Scaranna scrive Il ragno d’oro e la leggenda della città perduta e il suo seguito Il ragno d’oro e la vendetta degli esiliati, a cui presto aggiungerà un terzo libro.
Sara ha 38 anni, lavora come impiegata nell’azienda di famiglia e ha un compagno che l’ha resa mamma di un bimbo di 4 anni.
Come mamma Sara si presenta così: “Sono mamma di un meraviglioso bimbo e, come tante donne, lavoro. Perciò passo la giornata arrabattandomi fra la casa il lavoro e il mestiere più bello del mondo: la mamma.”
Una delle sue passioni più grandi è la scrittura, a cui dedica tutto il tempo possibile.
Cura un blog personale clicca qui, in cui è possibile seguire il flusso dei pensieri di una mamma/donna intraprendente che cerca di realizzare il suo sogno.
Inoltre, cura una rubrica dedicata ai più piccoli clicca qui, dove propone dolci fiabe ai giovavi lettori, riunendo così in un solo posto la mamma e la scrittrice. Tra le favolette proposte possiamo trovare il primo scritto dall’autrice, pubblicato, per gioco, all’età di soli 8 anni.


Alla domanda: “Com’è pubblicare il proprio lavoro? Vederlo diventare reale? Realizzare il proprio sogno? Racconti la tua esperienza. Hai pubblicato con una casa editrice, vero?”
Sara risponde: “Pubblicare il proprio lavoro è gratificante e ti riempie di orgoglio, ad esso però si somma anche il timore del giudizio degli altri. A questo proposito ho pubblicato anche un articolo sul mio blog personale. Pubblicare un libro è sempre stato il mio sogno. Si può dire che il mio primo libro l’ho “auto-pubblicato” a 8 anni: ho inventato la storia, l’ho scritta e impaginata, ho aggiunto anche i disegni e poi ho utilizzato la fotocopiatrice di papà per farne un po’ di copie che ho distribuito ad amici e parenti. Raccontava la storia di Pio Pan, un pulcino. Ora il mio sogno è vivere di scrittura, ma questo è decisamente più difficile e complicato da realizzare. Ricordo che quando mi è arrivata la proposta editoriale della BookSprint edizioni ero al settimo cielo. Non mi capacitavo del fatto che qualcuno credesse nel mio lavoro tanto da pubblicarlo senza chiedermi soldi.”

Il ragno d’oro e la leggenda della città perduta racconta la storia tra Francesca, un’umana e Alessandro, un ragazzo con poteri straordinari proveniente da un paese avvolto nel mistero. Entrambi richiamati uno dall’altro, si lasciano andare a un amore pieno e un’alchimia inspiegabile e pura. I sogni di Francesca la spingono nella braccia di Alessandro, il quale non può immaginare una vita senza lei. Il loro amore cresce tra lo splendido paesaggio delle Valli di Comacchio, che rende il tutto ancora più poetico e trascendentale.

La loro crescente intensa è però minacciata. Gli abitanti della città misteriosa (di cui la nostra protagonista riesce a venire a conoscenza per fortuiti episodi e grazie una vecchia leggenda raccontatale da suo nonno) sono contrari al loro rapporto e cercano di ostacolarlo con continue intimazioni.
Nulla possono contro quest’unione. Alessandro decide di rinunciare ai propri poteri e alla propria immortalità, in cambio di una vita piena d’amore.
Proprio quando sta avvenendo il rito, la vita di Francesca è messa in pericolo da un abitante della stessa città del suo amato. Alessandro è costretto a rinunciare e a correre in suo soccorso, un attimo prima di perderla per sempre.
Francesca si risveglia a Spina e ciò che vede è meraviglioso ed inspiegabile. Inoltre, viene a conoscenza del mondo del suo compagno e della sua vera natura, finora a lei sconosciuta.

Il ragno d’oro e la vendetta degli esiliati vede la nostra affezionata Francesca, risvegliarsi da una terribile botta alla testa, in un mondo dove solo i suoi sogni le indicano l’esistenza di un grande amore che ha riempito la sua vita. I suoi genitori e la sua migliore amica non si spiegano il disagio che prova nei confronti della realtà e nessuno si ricorda di Alessandro. Un vuoto incolmabile inizia a mangiare dentro la nostra piccola Francesca che crede di star impazzendo. I suoi sogni, così forti, la convincono di non essere nel torto. Francesca, lasciando Spina, aveva perso la memoria e, contro ogni possibilità, l’ha riacquistata. Torna dal suo Alessandro e rimette a posto il suo ordine delle cose.
Il ritrovato legame riporta vita e gioia nelle loro vite, ma i sogni di Francesca sembrano rivelare un grande pericolo per Spina e il mondo intero. I nostri amanti e tutta la corte di Spina devono affrontare una grande minaccia che svelerà un segreto, nascosto da secoli. Francesca rischierà nuovamente la morte, ma solo per scoprire una magica verità sui suoi antenati.

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Alla domanda: “La leggenda del ragno d’oro è una leggenda esistente. Ne sei venuta a conoscenza per caso o per una tua passione verso il mondo etrusco?”
Sara risponde: “E’ una leggenda esistente, così come la leggendaria Spina che è un po’ come la più famosa Atlantide. In realtà ci sono fondamenta storiche alla base di tutto, io però ho preferito fantasticare su di una Spina che ha continuato a vivere protetta dal famoso Ragno d’Oro.
L’idea della storia che ho raccontato mi è venuta anni fa quando la crisi economica ha travolto non solo la mia vita, ma quella di tutti. Il lavoro scarseggiava e quindi avevo molto tempo libero (il mio bimbo non era ancora nato), girovagando su internet, mentre ero alla ricerca di miti e leggende che riguardassero le Valli di Comacchio, mi sono imbattuta nella leggenda del Ragno d’oro e subito mi è venuta l’idea di raccontare una storia d’amore fra un’umana e un abitante della città magica di Spina. Per me è un luogo magico e suggestivo che alimenta la mia vena creativa e mi sembrava impossibile che, nessuno avesse inventato storie mitiche su un posto come questo. Scriverla, poi, è stato terapeutico, oltre che divertente, buttarmi a capofitto in un mondo tutto mio e completamente sotto il mio controllo mi ha fatto un po’ evadere dalla realtà e dalla paura di un futuro che in quel momento vedevo piuttosto nero. Ho impiegato 3 mesi per scriverla e oltre 4 anni prima di decidermi a cercare un editore per “Il Ragno d’oro e la leggenda della città perduta. La stesura iniziale era di oltre 400 pagine (in formato A4) piene zeppe di amore, forse troppo, poi fra tagli e modifiche l’ho quasi dimezzata.”

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Le Valli di Comacchio sono una vasta zona che si trova in Emilia Romagna, tra le province di Ravenna e Ferrara. La zona è classificata come sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale all’interno del Parco regionale del Delta del Po.
Le Valli di Comacchio erano riempite di acqua dolce in origine, che proveniva dalle ricorrenti alluvioni dei fiumi. A partire del XVI secolo si riempirono progressivamente di acque marine, fornendone l’aspetto, che conservano ancora oggi, di valli salmastre.
Nelle valli di Comacchio è molto praticata la pesca, infatti troviamo ancora oggi numerosi accampamenti. Ci sono numerose saline dove viene prodotto il sale. Tipici della zona sono i casoni da pesca, capanne fatte di pali, paglia e canne palustri. Le Valli ospitano la più grande varietà di fauna ornitica d’Italia.


Alla domanda: “Cosa sono per Sara Scaranna le valli di Comacchio?”
Sara risponde: “Per farlo cito due passaggi del mio libro “Il Ragno d’oro e la leggenda della città perduta” che secondo me descrivono perfettamente il mio pensiero a proposito di queste terre:
“La valle ha su di me un fascino che non so spiegare. È come se mi chiamasse, e quando la guardo, mi perdo nei suoi colori, nella sua pace. La vedo come un piccolo squarcio nel tempo; un luogo rimasto immutato da secoli e secoli che è riuscito a resistere ai capricci del tempo e degli uomini. Qui è come se il passato, il presente ed il futuro fossero la stessa identica cosa. Una briciola di eternità”

“Potevo stare ore lì seduta senza sentire nessun altro bisogno se non quello di riempirmi gli occhi e la mente con quello spettacolo che aveva il potere di tranquillizzarmi. Lì mi sentivo a casa. Il tramonto stava prendendo il sopravvento incendiando il cielo, ed il sole sembrava sciogliersi a contatto con l’acqua. Tutto il resto, invece, anneriva in sagome scure come ombre, quasi a voler sparire per lasciare interamente la scena al crepuscolo e ai suoi colori.”

Se poi si ha la fortuna di ammirarle all’alba, quando le sue acque e il cielo si tingono di rosa e viola, ti rendi conto di essere di fronte ad uno spettacolo che davvero ha il potere di rubare il cuore. In quel momento, in cui tutto è ancora immerso nel silenzio, ti dà addirittura l’idea che la Valle si esibisca solo per te. È come se la natura premiasse per essere sveglio mentre il resto del mondo dorme ancora. La Valle per me è questo: fascino, suggestione e magia. E se leggendo le mie parole qualcuno dovesse decidere di farci un salto per ammirarle personalmente, potrei dire di essere riuscita a trasmettere almeno un po’ delle belle emozioni che provo io ammirandole. Per non parlare poi delle tantissime varietà di uccelli che popolano questi luoghi, alcuni sono davvero bellissimi e particolari, come le avocette, i fenicotteri, quattrocchi (che non è un puffo, ma un’anatra), gli svassi, gli aironi ecc… Forse c’è anche una ragione affettiva che mi lega a questi luoghi: io amo il mare, e da casa mia la via più breve per raggiungere il mare attraversa proprio le Valli, forse anche questo ha contribuito a rendere questo posto ancora più speciale per me.”


Distinti saluti,
Tregua Libresca

3 pensieri su “IL RAGNO D’ORO di Sara Scaranna

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